Ricevere un avviso di garanzia, trovarsi davanti alla polizia giudiziaria per una perquisizione, o essere convocati per un interrogatorio: sono momenti che generano ansia e confusione. Le prime ore, però, sono spesso le più decisive per l'intera vicenda giudiziaria.
Il diritto al silenzio non è un'ammissione di colpa
Molte persone temono che restare in silenzio davanti agli inquirenti venga interpretato come segno di colpevolezza. Non è così: il diritto a non rispondere è garantito dalla legge, ed è quasi sempre preferibile esercitarlo prima di aver potuto parlare con il proprio difensore. Una dichiarazione resa d'impulso, senza assistenza legale, può risultare difficile da correggere in seguito.
La perquisizione: diritti e limiti degli operanti
Durante una perquisizione domiciliare o personale, ha diritto di farsi assistere da un avvocato di fiducia e di ottenere copia del verbale delle operazioni compiute. È importante annotare mentalmente cosa viene sequestrato e in quali circostanze, poiché eventuali vizi procedurali possono essere fatti valere successivamente.
La nomina del difensore di fiducia
Chi non nomina un difensore di fiducia si vede assegnato un difensore d'ufficio, che comunque garantisce l'assistenza tecnica. È tuttavia sempre possibile, ed è consigliabile, nominare un proprio difensore di fiducia il prima possibile, anche telefonicamente, per essere assistiti fin dal primo atto.
Cosa fare nelle prime 24 ore
Contattare immediatamente un avvocato penalista, evitare di rilasciare dichiarazioni spontanee senza aver prima concordato una linea difensiva, e conservare ogni documento o comunicazione ricevuta. Ogni caso ha le sue specificità: una valutazione tempestiva della posizione può fare la differenza sull'esito del procedimento. Contatti lo studio per un confronto riservato.